I lavoratori di oggi prediligono una modalità di lavoro ibrido

Secondo lo studio condotto da Accenture i lavoratori che possono scegliere dove svolgere il loro lavoro sono maggiormente in grado di affrontare le sfide del domani
 
Milano, 15 giugno 2021 – Mentre in tutto il mondo le aziende si stanno preparando per far rientrare in ufficio i propri dipendenti, l’ultimo studio di Accenture rileva che l’83% delle persone intervistate preferirebbe un modello di lavoro ibrido, con la possibilità di svolgere attività da remoto dal 25% al 75% del proprio tempo.
 
Lo studio “The Future of Work: Productive Anywhere” condotto su 9.326 lavoratori in 11 Paesi evidenzia come il 40% delle persone ritiene di poter essere produttiva e soddisfatta sia lavorando completamente da remoto che in azienda oppure applicando un modello di lavoro ibrido. Inoltre, l’85% delle persone di questo campione intende restare a lungo nella propria azienda.

Tuttavia, non sarà semplice trovare un modello ibrido valido per tutte le generazioni: tre persone su quattro (il 74%) della Generazione Z (cioè i nati tra il 1997 e il 2010) desiderano maggiori opportunità di collaborazione in presenza con i colleghi, una percentuale più alta rispetto al 66% espresso dalla Generazione X (chi è nato tra il 1960 e il 1980).

"Nel post pandemia sta emergendo tra i lavoratori la preferenza verso un modello che consenta di lavorare ovunque”, spiega Stefano Trombetta, Talent & Organization Lead di Accenture Strategy & Consulting. “Si tratta di persone che sanno rimanere produttive e che hanno accesso in modo completo alle risorse aziendali e personali per lavorare al meglio. Dobbiamo orientare il dibattito sul lavoro, considerando non soltanto il tema del luogo in cui le persone possono lavorare, ma anche i fattori che ne favoriscono la produttività, la salute e la resilienza e come valorizzare il potenziale delle persone in qualsiasi luogo e contesto”.
 
Dal rapporto emerge inoltre come ciò che divide i lavoratori che sono produttivi (40%) da quelli che sono disconnessi e frustrati (8%) non è lo stress, ma la disponibilità o meno di accedere a risorse adeguate che consentano loro di essere produttivi indipendentemente dal luogo. Le risorse da considerare includono l’autonomia lavorativa, la salute mentale, una leadership che sa essere di supporto e la maturità digitale dell’azienda di appartenenza.
 
Ma non è tutto. Le aziende che supportano la produttività e la salute di lavoratori ne traggono anche benefici di natura finanziaria: il 63% delle aziende che ha già messo in atto modelli di “produttività da qualsiasi luogo”, ovvero che offrono ai dipendenti la possibilità di lavorare da remoto o in ufficio ha registrato una crescita elevata del fatturato. La stragrande maggioranza (69%) delle aziende con crescita negativa o inesistente, invece, è ancora incentrata sul luogo fisico anziché incentivare modalità di tipo ibrido.

“Le persone che hanno la possibilità di scegliere un modello ibrido di lavoro sono maggiormente in grado di affrontare le sfide con un buon equilibrio psico fisico, costruiscono relazioni lavorative più solide e prevedono di restare nella propria azienda a lungo”, continua Trombetta.
 
I leader devono quindi abbandonare l’idea che il modello di lavoro del futuro debba essere necessariamente incentrato sul luogo fisico, per definire invece un modello capace di offrire alle persone le risorse necessarie per essere produttive a prescindere da dove si trovino. Accenture consiglia alle aziende di attuare le seguenti azioni:
 
  • Accelerare verso una più moderna gestione delle risorse umane. Il mondo intorno a noi è cambiato e di conseguenza anche le politiche e le pratiche di gestione delle risorse umane devono evolversi sviluppando strategie che considerino, tra le diverse dimensioni, anche quella emotiva, relazionale, fisica e mentale.
 
  • Disegnare il lavoro intorno alla persona. Le aziende devono saper riconoscere e rispondere ai bisogni di tutti i lavoratori. Le aziende che supportano la sicurezza psicologica e fisica stimoleranno la fiducia de propri talenti. 
 
  • Sviluppare le capacità digitali. Le aziende che raggiungono la digital fluency hanno una crescita più rapida dei propri ricavi e sono considerate migliori luoghi di lavoro. Occorre concentrarsi sulla definizione di competenze e percorsi di apprendimento personalizzati per rispondere alle esigenze di tutti i dipendenti.
 
  • Guidare l’organizzazione con umanità. I leader responsabili creano ambienti in cui tutto il management possa lavorare insieme indipendentemente dal luogo in cui ci si trova.
 
Per maggiori informazioni, visitare la pagina: https://www.accenture.com/us-en/insights/consulting/future-work .
 
Lo studio
Nel mese di marzo 2021, Accenture Research ha condotto uno studio su 9.326 lavoratori a livello globale dislocati nei seguenti Paesi: Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Singapore, Stati Uniti e Svezia. I settori rappresentati sono: Banking/Insurance/Capital Markets, High Tech, Retail, Customer Goods & Services, Public Sector, Healthcare, Communications and Media, Utilities, Energy e Life Sciences.
La ricerca è stata condotta nelle seguenti modalità:
Gruppi di forza lavoro: i lavoratori sono stati classificati in quattro diversi gruppi in base alle risposte date ad aspetti relativi alla scala della produttività e della salute. Nella categoria dei lavoratori “On-site productivity only” (produttività solo in sede) ci sono le persone che hanno conseguito un punteggio medio minimo di 3,5 sulla scala di produttività in sede e un punteggio medio inferiore a 3,49 sulla scala di produttività in remoto. Nella categoria dei lavoratori “Remote productivity only” (produttività solo in remoto) ci sono le persone che hanno conseguito un punteggio medio minimo di 3,5 sulla scala di produttività in remoto e un punteggio medio inferiore a 3,49 sulla scala di produttività in sede. Nella categoria dei lavoratori “Productive anywhere (hybrid)” (produttività ovunque, ibrido) sono state inserite le persone che hanno conseguito un punteggio medio minimo di 3,5 su entrambe le scale di produttività. Infine, il gruppo “Non-productive” (non produttivi) è costituito dai lavoratori che hanno conseguito un punteggio medio inferiore a 3,49 su entrambe le scale di produttività.
La valutazione delle opinioni espresse su oltre 140 domande ha portato alla definizione di diverse tipologie di approccio mentale della forza lavoro, raggruppate in quattro mentalità principali attraverso un’analisi dei fattori e prove di affidabilità.
Per meglio comprendere i fattori che favoriscono la produttività e la salute dei lavoratori sia in sede che in remoto, abbiamo condotto un’analisi della regressione gerarchica di 18 variabili aziendali, tenendo conto di differenze individuali come l’età, l’anzianità, il settore, l’area geografica e il genere. Sono stati riportati i risultati statisticamente significativi, in cui la produttività regredisce sulle risorse aziendali.
È stato condotto un test ANOVA (analisi della varianza) per stabilire le differenze nelle risorse a livello aziendale riportate tra i gruppi di forza lavoro, prestando particolare attenzione alle differenze nel gruppo “Productive anywhere” e tra chi sente di non poter essere produttivo né in sede né in remoto. Sono state riportate le differenze statisticamente significative evidenziate nelle 18 variabili esaminate.
Infine, abbiamo valutato le percezioni relative alle prestazioni delle aziende e i punteggi Net Better Off correlati (si veda il rapporto Care to Do Better) e i gruppi di forza lavoro con crescita del fatturato triennale.